giovedì 13 ottobre 2011

AVRO' UN GRANDE FIOCCO CON UNA GROSSA LENTE.

Nell'indecisione di fare o no dei nuovi acquisti ho deciso di buttarmi nella scrittura (quindi preparatevi ad essere inondate/i di post, perchè in questa situazione mi ci ritrovo spesso).
I miei 24 anni (argh) sono andati mano nella mano con i miei sogni e i miei progetti: a 8 anni sognavo si diventare la più grande pattinatrice del mondo, indossavo i miei costumi di scena come fossero dei diamanti, quando cadevo tornavo in piedi alla velocità della luce e anche se le mie ginocchia sanguinavano, continuavo il mio balletto.
A 15 anni progettavo la mia laurea, facoltà già scelta e nessuno poteva interferire. Pensavo già a come mi sarei vestita il giorno della mia "incoronazione", che tesi avrei fatto, cosa avrei detto, i miei capelli come sarebbero stati acconciati.
A 20 anni sognavo di diventare una grande fotografa. La mia laurea mi era già troppo stretta, infondo poco mi era servita, molto sapevo già nella pratica, visto il lavoro in cui orbitavo da tempo.
La fotografia ha preso il posto dell'idea di fuggire in una grande città per esercitare quello per cui avevo studiato e soprattutto quello per cui i miei avevano speso fior fior di soldi (se penso che tutti quei fior fior di soldi sarebbero potuti andare in vestiti... eh, mi mangio le mani O_o), perchè qua, si, ho tutto quello che mi serve, un'attività avviata e solida grazie ad un grand'uomo che del suo lavoro ne ha fatta un'arte, ma l'attualità italiana ti spingerebbe, con un bel calcio nel culo, ad andartene e non far ritorno se non per Natale.
Insomma, la fotografia.
In fondo un amore che ho sempre avuto, ma che ho scoperto piano piano. Dalla prima polaroid della Spice Girls, alla prima compatta (rotta dopo i mille voli a terra per i miei amati autoscatti). Poi è arrivata la "macchina" quella con la M maiuscola, quella che quando sbagli qualcosa ti guarda e ti mette in guardia: "Ehi bambina, ma scherziamo? Se non mi metti a fuoco bene facciamo un pasticcio". Ed ha ragione lei, il mio quinto occhio (perchè con lenti a contatto o occhiali, sempre a 4 sono di natura), bisogna stare attenti, bisogna usare questa arte con precisione (visto l'elevato numero di piccole fanciulle che all'età di 12 anni si fanno regalare la reflex con il super obbiettivo, tra l'altro più peso di loro stesse - ma non fraintendete, non ce l'ho mica con voi che sognate ad occhi aperti, ma con i vostri genitori, che non capiscono che per ogni cosa c'è il suo tempo).
Quello che diventerò non ve lo so dire, ma spesso avere un progetto serve più che avere un sogno. Perchè il sogno è il padre/madre del progetto ed è sempre lì come un vero genitore, a spingerlo per arrivare.
Oggi sogno il giorno in cui appenderò il mio fiocco, non importa se maschio o femmina che sia, l'importante è che sia sano (come dicono le nonne di un futuro nipote).
Il mio fiocco avrà una grande lente, di questo ne sono sicura.

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